Gianfranco Scotti

Lecco el cantun di ball e 100 cose da ricordare. Guida

Lecco el cantun di ball e 100 cose da ricordare. Guida

17,50

ISBN/EAN: 978-88-87867-30-5

Anno: 2010

Nr. pagine: 128

Rilegatura: brossura cucita

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Descrizione

Lecco el cantun di ball e 100 cose da ricordare è una guida agevole e di facile lettura.

La struttura della guida

Questa guida rientra nella collana 100e50, guide composte da schede, in questo caso 100, che rispondendo alle 5 domande del giornalismo riassumono con linguaggio semplice e divulgativo le informazioni. Lecco el cantun di ball e 100 cose da ricordare offre una panoramica completa sulla città di Lecco e il suo lago. Accanto al testo compaiono splendide fotografie.

L’autore

Gianfranco Scotti, autore di numerosi libri, è uno dei massimi esperti della storia della città di Lecco, dei dintorni, del lago, del Manzoni e del dialetto lecchese. Non esisteva persona più adatta a rendere omaggio a questa bellissima città; i contenuti del libro sono interessanti e scommettiamo che anche i lecchesi doc troveranno notizie e curiosità che non conoscevano.

Lecco dalla A alla Z

Non in ordine alfabetico ma attraverso un percorso che ci porta dalle cime del Resegone alle vette delle Grigne fino alle rive del lago, scendendo lungo il corso dei torrenti che tagliano la città.
Dai luoghi della tradizione manzoniana, alle industrie: le antiche filande e le aziende metallurgiche, protagoniste, nel secolo scorso, dello sviluppo economico del territorio.

Qualche curiosità dal libro

Ul cantun di ball

Fra piazza Garibaldi e via Cavour si trova quello che fino a poco tempo fa veniva chiamato il “Cantun di ball”, l’angolo delle chiacchiere, dove si sono discussi i più importanti problemi cittadini. L’usanza di ritrovarsi a chiacchierare in questo posto non è tramontata. Qualcuno vuole collegare il nome “Cantun di ball” a una casa, tra via Roma e via Cavour, con due grosse pietre sferiche come ornamento edificata nei primi decenni del Novecento, ma il nome pittoresco era già in uso da parecchio tempo!

Il palazzo delle paure

Tutte le città che si rispettino hanno un edificio che incute timore vuoi per le caratteristiche architettoniche, vuoi per ciò che accadeva in quel luogo.
Nel caso di Lecco il soprannome di “Palazz di Pagur” (palazzo delle paure) se lo aggiudica lo stabile con gli uffici del catasto, delle imposte e della dogana dove i cittadini, fino al 1964, si recavano a pagare le tasse.

Personaggi bizzarri

Se Como aveva Ul Tavà, a Lecco avevano il Bogio. Personaggio bizzarro, fino ai primi anni Sessanta lo si poteva incontrare per le strade della città. Girava con un pappagallo in gabbia e il cappello nel quale infilava “i pianeti”, bigliettini di carta con stampati gli oroscopi, che offriva ai passanti in cambio dell’elemosina.
Non si seppe mai di dove era originario.

 

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